News
  • Home page
22
Mar
2022

Verbania-Pollino in MTB

La seconda gita del programma ciclistico della Sezione prevede un classico: la discesa dall’antenna di Pollino. Sei intrepidi si ritrovano in Piazza Parri in località Trobaso: Max Manciucca, Giuseppe Coduri, Giuseppe Cangelosi, Simone Pirinoli di Pallanza; gli amici Enrico Zirotti e Davide “Rino” Ceron di Arona.

Il percorso è ben impresso nei ricordi di chi lo ha fatto molte volte e poi ci sono alcune “tracce” circolate nei giorni precedenti su varie chat.

Si va su asfalto a Possaccio e dalla via marona si entra nel sentiero che sale; poi a Zoverallo un altro breve tratto di asfalto prima d’imboccare il sentiero (recentemente ripulito dalle piante cadute) che conduce alle Motte. Sbucati sulla strada, attraversiamo Vignone e dalle piscine rientriamo su sentiero fino a Bée. Breve discesa fino ad Albagnano e poi la rampa verso Pian Nava (località Pagoda). Giunti in piazza a Pian Nava attendiamo il Presidente (Carlo Ruga Riva) rimasto attardato dalle cure parentali ed autore di uno sprint esagerato per ricongiugersi al drappello dei fuggitivi. Ricompattato il gruppo saliamo a Premeno lungo il “sentiero delle radici” che contorna la collinetta di San Salvatore e il parco della villa Bernocchi.

A Premeno ci consultiamo sul percorso: una gustosa variante prevede il passaggio lungo i sentieri della località “Australie” ma ci prefiggiamo di porre la massima attenzione a non abbandonare i sentieri segnati. In quella zona infatti vi sono stati attriti tra i proprietari dei terreni e alcuni ciclisti. Va tutto bene: riusciamo senza troppi problemi a seguire il percorso segnato e rimaniamo sempre sul tracciato, che conduce al paese di Pollino. Da lì, passando per il campo da calcio, si giunge al belvedere di Pollino e poco più su, alla famosa antenna.

Le notizie ricevute parlano di tracciati chiusi, di multe e ordinanze contrarie ai ciclisti, nel tratto di discesa che ricade, in pratica, sotto il parco della Trinità di Ghiffa. Noi che siamo ci muoviamo sotto l’egida del Sodalizio (addirittura alcuni di noi sono “titolati”) non vogliamo trovarci in difetto. A ben guardare, però, il cartello di divieto, affisso in posizione ben evidente sopra una transenna fatta di frasche, impedisce il passaggio lungo il sentiero che piega decisamente a destra. Noi procediamo diritti, rispettosi e prudenti.

Percorriamo il divertente tracciato, senza incontrare altre segnalazioni o problemi di sorta, fino al Parco della Trinità, dal quale usciamo verso Ceredo, per poi scendere, in una continua alternanza di sentierini, scalinate, vicoli, fino alla via Selasca. Ai pontini salutiamo Carlo e poco dopo Max, mentre il gruppo risale lungo il parco fluviale del San Giovanni per tornare, velocemente, che tutti hanno vari impegni al pomeriggio, a Piazza Parri. Saluti rito e appuntamento alla prossima gita.

Questa gita ci ha confermato che muovendosi con attenzione e rispetto (verso le regole e verso gli altri utenti dei sentieri) si possono fare giri di grande soddisfazione, sia dal punto di vista tecnico, che ambientale e paesaggistico.

Tags per questo post