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16
Feb
2018

Il Pizzo Marcio è diventato… Bianco!

Il Pizzo doveva essere Marcio, ma poi ha cambiato colore. Poca neve in basso, si andrà al Pizzo Bianco, sopra Macugnaga. E cambia tutto, perché siamo in un ambiente più alpino, quote decisamente più elevate, itinerario più battuto.

Siamo una ventina, a Pecetto, ad attendere l’apertura degli impianti alle 8:30. Leggermente infreddoliti e impacciati nell’uso della seggiovia (causa pelli già montate) si arriva al Belvedere. Il gruppone si ricompatta e comincia a “pedalare” lungo la pista tracciata dal gatto delle nevi, che conduce fino alla capanna Zamboni. Poco oltre comincia il lungo canale “Chiovenda”, che parte largo e dolce, per stringersi, nella parte sommitale, in un ripido couloir, punteggiato di roccette affioranti. Gli scialpinisti, già un po’ sgranati, procedono poi, passato un breve pendio, verso una cresta; qui il gruppo si divide: chi supera la cresta e traversa il pendio fino a raggiungere il successivo pianoro, chi risale la cresta sci in spalla, per traversare più in alto, sotto le rocce. Passato questo tratto, risaliamo alla spicciolata per dolci pendii, giungendo rapidamente in cima. Fa freddo ma in vetta non c’è aria e il sole ci scalda; possiamo tirare in lungo con due foto e quattro chiacchere prima di scendere, lasciando il posto alle nere nubi, che già si addensano intorno alle cime.

Il primo tratto in discesa presenta delle difficoltà, pertanto ci muoviamo a gruppi scaglionati. Passate però le prime roccette del canale Chiovenda, ci attendono 800 m di polvere da cesellare, tracciando serpentine ora fitte e rabbiose, ora ampie, rotonde e pennellate. Dalla Zamboni imbocchiamo il greto dell’Anza per scendere a Pecetto.

Il terreno è ora meno favorevole, le gambe cominciano a frollare e allora qualcuno si produce in voli spettacolari, spassosi ma innocui.

Presto siamo al parcheggio, nel quale avevamo lasciato le prime macchine al mattino, ora gremito; ci cambiamo veloci mentre compaiono chiacchere, cioccolato, biscotti fatti in casa; festa improvvisata lì nel posteggio.

Tutti in macchina, si parte, ma ci troveremo poco dopo, nel bar in piazza, per una birra e un panino. Il maxischermo sopra il nostro tavolo, con la partita in diretta, simboleggia il ritorno alla civiltà, non ci resta che ringraziare il caro Marco Brichetto e tutta la comitiva, per la bella giornata.

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